Azioni di rafforzamento del tessuto associativo per la creazione d’impiego e d’impresa a Rabat e Khouribga (Marocco)

Organizzazione capofila:Consorzio Ong Piemontesi

Ong primariamente responsabili per la realizzazione del progetto: CICSENE (Cooperazione e Sviluppo Locale), RETE (Associazione di tecnici per la solidarietà e cooperazione internazionale), ISCOS Cisl (Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo), AIBI (Amici dei Bambini), MLAL (Movimento laici America latina), MAIS (Movimento per l’Autosviluppo, l’Interscambio e la Solidarietà)

Località di intervento: Regioni di Rabat e Khouribga, Marocco

Sintesi delle esperienze di cooperazione nell’area di interventodelle Ong primariamente responsabili per la realizzazione del progetto:

CICSENE, organismo capofila, ha avviato a partire dal’anno 2000 a Khouribga, anche grazie a contributi della Regione Piemonte, un articolato progetto di cooperazione educativa, in collaborazione con la Delegazione del Ministero dell’Educazione Nazionale e un gruppo di lavoro interistituzionale poi formalmente costituitosi come associazione (APPSDS). CICSENE ha sostenuto un processo locale di capacity building, attraverso azioni finalizzate alla promozione del sistema dell’istruzione e della formazione e all’inserimento sociale e lavorativo dei disabili. A Casablanca CICSENE opera in partenariato con CICSN, associazione di diritto marocchino fondata nel 2006. CICSN e CICSENE hanno promosso a Sidi Bernoussi azioni di formazione e percorsi di promozione professionale per artigiani nel settore informale e stanno ultimando un progetto di rafforzamento del tessuto associativo locale del quartiere di Sidi Bernoussi a Casablanca, sviluppatosi attraverso azioni di networking e formazione.

AIBI, operante in Marocco dal 1997, ha sviluppato progetti finalizzati alla promozione e alla tutela dei diritti dell’infanzia, con particolare attenzione per i bambini maggiormente esposti al rischio dell’abbandono in istituto o alla vita di strada. In particolare, con il progetto “L’Africa Vicina” – sviluppato in 6 centri di accoglienza locali – cerca di far fronte al male dell’abbandono, dando ai bambini ospiti nuove possibilità e speranze per il futuro. Nel centro di Sidi Bernoussi a Casablanca è stato poi avviato il progetto “Apriamo le porte dell’istituto. Programma di inclusione sociale tramite attività ludico-ricreative per bambini abbandonati”, finalizzato a promuovere il funzionamento di servizi socio-educativi rivolti a bambini e giovani in stato di abbandono, in particolare attraverso l’apertura di una ludoteca e lo sviluppo di un programma educativo e ludico-educativo.

ISCOS è intervenuta nell’area con un progetto concernente il tema di migrazione e sviluppo. L’intento primario è stato favorire la migrazione circolare di competenze, capitale ed esperienza professionale tra la Regione Piemonte e il Marocco. Gli obiettivi principali consistevano nel favorire una migrazione circolare e qualificante tra Marocco e Piemonte, promuovendo così la circolazione delle competenze e contribuendo alla creazione di meccanismi per utilizzare e canalizzare in modo appropriato le capacità dei potenziali immigrati di ritorno. Il progetto mira inoltre a prevenire la disallocazione di risorse umane in loco, nonché le migrazioni illegali, promuovendo, al contrario, le capacità del sistema di formazione professionale in Marocco.

MLAL ha avviato nel 2004 un intervento che prevedeva la creazione di 30 scuole per l’educazione non formale in ambito rurale nella Provincia di Beni Mellal. Il 2006 ha poi visto l’avvio di una proposta di progetto finalizzata alla promozione di un’emigrazione legale e responsabile nella Regione di Tadla Azilal. La sensibilizzazione dei giovani, scolarizzati e non, e il rafforzamento delle associazioni locali giovanili per l’identificazione di progetti pilota di sviluppo locale rappresentano alcuni dei temi principali affrontati. E’ stata poi avviata una nuova proposta, coinvolgente le Province di Khouribga e Beni Mellal, finalizzata alla lotta contro l’immigrazione illegale e il traffico di esseri umani attraverso la partecipazione delle famiglie vittime dell’immigrazione clandestina, delle associazioni organizzate della società civile e delle istituzioni locali.

RETE, con il cofinanziamento della Regione Piemonte, ha avviato interventi di sviluppo in Marocco a partire dall’anno 2000 sino al 2003, prima per la costituzione di una cooperativa a Sidi Hajjaj e per la formazione dei suoi membri, che è durata nel tempo, poi a Boujaad, ponendo nel frattempo basi di attività e relazioni a Settat e a Khouribga. A questi si è aggiunto il centro di Sidi Boumedi, dove l’associazione partner Soleterre ha sostenuto un’altra cooperativa femminile. L’area di Khouribga, e ancor più i piccoli centri rurali che circondano la città, costituiscono il maggior bacino di emigrazione, soprattutto maschile, verso l’Italia e il Piemonte, motivo per cui è stata individuata quest’area di intervento come prioritaria.

Sintesi dell’iniziativa:

Il progetto intende rafforzare il ruolo della società civile marocchina nell’ambito della partecipazione democratica, in particolare per quanto concerne l’azione di lobbying e di advocacy nei confronti delle istituzioni pubbliche, e favorire il radicamento di tali pratiche sul territorio. Si intende ottenere, attraverso uno stretto coordinamento COP/Regione Piemonte, un posizionamento riconosciuto dell’intervento nei confronti degli interlocutori marocchini, creando una rinnovata sinergia e reti di partenariato strutturate nelle due aree target e in Piemonte. All’interno di questo quadro, che metodologicamente si propone di mettere in campo un intervento condiviso e sostenibile di capacity building, il progetto realizza da un lato percorsi di formazione volti a qualificare un rapporto di complementarietà tra associazionismo e istituzioni locali, dall’altra azioni tematiche in cui coinvolge le reti di partenariato attivate: un complesso di interventi informativi, di orientamento e di sensibilizzazione, in Marocco e in Piemonte, volti a favorire scelte migratorie consapevoli e a sostenere una migrazione circolare e qualificante.

Ragioni dell’intervento con riferimento al “Protocolli di cooperazione e partenariato siglati con le Regioni marocchine di Rabat-Salè-Zemmour-Zaer e di Chaouia-Ouardigha, nel corso del 2001 (rispettivamente il 13 luglio ed il 30 ottobre)

Fin dal 1998 il Marocco è stato individuato dalla Regione Piemonte come uno dei paesi prioritari per l’attivazione di rapporti di collaborazione e di partenariato, sia per ragioni geografiche e culturali, sia sulla base della rilevante presenza di istituzioni ed enti piemontesi sul territorio. Il progetto aderisce agli obiettivi e alla strategia di intervento regionale, basata sulla creazione di un quadro istituzionale di partenariato quale supporto alle iniziative di cooperazione decentrata, con particolare riferimento ai due Protocolli di cooperazione e partenariato siglati con le Regioni marocchine di Rabat-Salè-Zemmour-Zaer e di Chaouia-Ouardigha, nel corso del 2001 (rispettivamente il 13 luglio ed il 30 ottobre).

La realtà sociale marocchina vede protagonisti numerosi e differenti soggetti, che rendono il territorio relativamente dinamico, contrariamente a quanto accade in altri Paesi dell’area. Alcune associazioni della società civile hanno raggiunto un certo livello di competenza e di capacità di supporto e di lobbying. Il programma INDH (Iniziativa Nazionale per lo Sviluppo Umano del Regno del Marocco) prevede nella programmazione 2006 – 2010 un’attenzione specifica ai temi della pianificazione strategica partecipata, condotta in partenariato con la società civile a livello decentrato; è attento alle esigenze di formazione sia dei quadri dell’amministrazione a livello provinciale, sia dei quadri associativi, al fine di favorire i processi di crescita della società civile e la complementarietà con l’azione pubblica. Queste note positive non riescono tuttavia ancora a comporre un sistema capace di creare e sostenere autonomamente lo sviluppo sociale e vanno a nostro giudizio supportate. Nonostante il quadro d’indirizzo complessivamente positivo, si individuano infatti problemi strutturali sui quali un intervento di cooperazione potrebbe favorevolmente incidere:

– una carenza d’esperienza nel settore della governance e della gestione della vita associativa;

– la debole capacità di fare rete e di promuovere iniziative comuni e coordinate;

– la scarsità di risorse finanziarie;

– il bisogno di rafforzare ulteriormente le azioni di advocacy;

– lo scarso livello di formazione degli operatori, soprattutto nel caso delle piccole associazioni ed entro i contesti rurali.

Sicuramente delicato, in relazione ai processi di sviluppo locale, è anche l’aspetto dei consistenti flussi migratori in uscita dal Paese (diretti com’è noto anche verso l’Italia, in particolare verso il Piemonte, che ospita tutt’oggi una consistente comunità di immigrati marocchini provenienti, in particolare, proprio dalla regione di Chaouia Ouardigha e dalla città di Khouribga, zona rurale molto colpita dagli squilibri economici del Paese). Secondo i dati ISTAT risalenti al 2006 la comunità marocchina in Piemonte conta 50.197 soggetti (il 19,9% sul totale degli stranieri) e si presenta come la seconda comunità di immigrati più numerosa dopo quella rumena, con un incremento percentuale pari al 15% tra 2004 e 2006. Il desiderio di auto-affermazione, soprattutto sul piano lavorativo, le difficoltà economiche e l’elevato tasso di disoccupazione, nonché la volontà di ricongiungimento familiare, spingono molti a tentare il percorso migratorio, troppo spesso clandestinamente e senza il giusto livello di consapevolezza circa le reali opportunità offerte dall’area di destinazione. Tutto ciò – oltre alle evidenti difficoltà personali – se da un lato offre il sollievo garantito dalle rimesse, determina peraltro un impoverimento delle risorse umane disponibili nelle zone di provenienza dei flussi e scoraggia la realizzazione di investimenti imprenditoriali in loco tali da poter dinamizzare l’economia.

In considerazione di queste premesse, il progetto si propone – valorizzando l’esperienza dei proponenti – due esperienze parallele di capacity building, una a Khouribga, una a Rabat. In ciascuna delle due zone target, ci si propone il coinvolgimento del mondo associativo e delle autorità locali, attraverso un’esplicita azione di ricerca/azione e messa in rete che sia in primo luogo funzionale al dispiegarsi delle azioni successive, costituendo allo stesso tempo una buona pratica che potrà localmente essere replicata in nuovi contesti. Tale azione preliminare sarà accompagnata da un’iniziativa analoga in Piemonte, al fine di poter coordinare e modulare la progettazione esecutiva degli interventi del progetto con le esperienze piemontesi già realizzate o previste in Marocco in un’ottica di cooperazione sociale ed economica. Le reti attivate saranno coinvolte – sia a Khouribga, sia a Rabat – in due percorsi: il primo, di carattere dichiaratamente formativo, attiverà due gruppi di confronto e scambio che lavoreranno su temi e strumenti della complementarietà tra mondo associativo e istituzioni locali, avvalendosi di formatori sia marocchini, sia italiani; il secondo metterà in campo un complesso di interventi informativi, di orientamento e di sensibilizzazione, in Marocco e in Piemonte, volti a favorire scelte migratorie consapevoli e a sostenere una migrazione circolare e qualificante: un momento di lavoro che metterà alla prova le reti attivate nella realizzazione di interventi concreti e partecipati di cooperazione tra Italia e Marocco.

Motivazioni della scelta della località:

Il Marocco – paese di grandi potenzialità non adeguatamente sfruttate e caratterizzato tuttavia da criticità importanti – in virtù della sua localizzazione geografica e dell’insieme di storiche relazioni economiche e culturali, oggi rafforzate dai fenomeni migratori, è per l’Europa naturale partner nelle politiche di vicinato e di cooperazione. Secondo i dati forniti dal Ministero degli Affari Esteri ed aggiornati a fine 2007 la popolazione marocchina ha ancora un tasso di analfabetismo piuttosto elevato, con una media del 38,45% (che supera la soglia del 60% nelle aree rurali), e un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, pari al 10%. Questo elemento, ovviamente, funge da stimolo ai consistenti flussi migratori in uscita dal Marocco (troppo spesso realizzati in assenza di una progettazione consapevole) e determina un impoverimento delle risorse umane potenzialmente investibili in loco per l’avvio di processi di sviluppo locale. L’economia marocchina appare ancora fortemente dipendente dalle attività del settore primario (peraltro non particolarmente fiorente nel corso degli ultimi anni a causa delle crescenti condizioni di siccità) nonché dall’invio delle rimesse degli immigrati, le quali tuttavia, pur in costante aumento, incrementano la massa di moneta reale senza per ora riuscire a innescare effetti virtuosi di lungo periodo sull’economia nazionale. I settori secondario e terziario, che negli ultimi anni sono cresciuti presentando buone prospettive, sono oggi legati ai destini più incerti che disegna la negativa congiuntura economica verificatasi su scala mondiale a partire dal secondo semestre del 2008. La maggior parte delle attività economiche risulta concentrata nelle Regioni delle due maggiori città, Casablanca e Rabat. Un problema sicuramente non trascurabile è la disparità dei redditi entro la popolazione: un marocchino su cinque vive sotto la soglia di povertà, e solo il 20% della popolazione consuma più della metà del PIL (che nel 2007 si attesta intorno ai 56 miliardi di euro). Dai dati del rapporto stilato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) per l’anno 2007-2008 il Marocco evidenzia indubitabili elementi di criticità, ponendosi al 126/o posto in una classifica mondiale di 177 Paesi per quanto concerne l’indice di sviluppo umano, che si attesta a 0.646, seguito, nel mondo arabo, soltanto da Mauritania, Yemen e Sudan. L’indice di povertà è pari a 31.8 e il PIL pro capite è pari a 4.555$.

La cooperazione italiana ha da tempo avviato programmi di cooperazione nell’area, tra cui l’iniziativa PASC-Partenariati in Appoggio alla Società Civile, lanciata nel 2007, la quale rappresenta un importante sostegno italiano per la lotta alla povertà in Marocco. Entro tale programma si sono collocati anche alcuni interventi di collaborazione tra ONG piemontesi del COP e associazioni marocchine, affinché queste ultime potessero svolgere un ruolo realmente propositivo nella lotta contro la povertà, nello spirito dell’Iniziativa Nazionale di Sviluppo Umano (INDH).

Fin dal 1998 il Marocco è stato individuato dalla Regione Piemonte come uno dei Paesi prioritari per l’attivazione di rapporti di collaborazione e di partenariato. Il presente progetto aderisce agli obiettivi e alla strategia di intervento regionale – basata sulla creazione di un quadro istituzionale di partenariato quale supporto alle iniziative di cooperazione decentrata, con particolare riferimento ai due Protocolli di cooperazione e partenariato siglati con le Regioni marocchine di Rabat-Salé-Zemmour-Zaer e di Chaouia-Ouardigha, nel corso del 2001 (rispettivamente il 13 luglio ed il 30 ottobre) – e sceglie di localizzare i propri interventi nelle aree di Rabat e di Khouribga: scelta effettuata in funzione dell’esistenza, proprio nelle due località target, di pregressi e consolidati rapporti di cooperazione e partenariato avviati dalle Ong proponenti il progetto, quindi da una buona conoscenza delle due aree, delle potenzialità e delle problematiche lì riscontrabili, nonché dalla presenza di progetti già avviati in loco dai singoli attori e quindi di risorse relazionali e umane attivabili. L’interesse per la Regione di Chaouia Ouardiga è dettato, peraltro, anche dalla presenza, in Piemonte, di un’importante e numerosa comunità di immigrati marocchini provenienti proprio dalla suddetta area, mentre la focalizzazione sulla Regione di Rabat-Salé-Zemmour-Zaer è motivata anche dall’importanza che tale area riveste entro il territorio marocchino: trattandosi, infatti, della Regione ove ha sede la capitale, essa è caratterizzata da maggior visibilità e, dunque, le azioni avviate al suo interno hanno maggiori possibilità di tradursi in buone pratiche osservate e replicabili. All’interno delle due regioni considerate si pongono le due province di Rabat e Khouribga, punti focali per la realizzazione di attività di partenariato in loco. Rabat, con i suoi 1.300.000 abitanti, collocata sul territorio della regione di Rabat-Salé-Zemmour-Zaer, è capitale politica e amministrativa del Marocco, residenza reale e sede del governo e delle ambasciate, nonché la seconda città marocchina più grande, dopo Casablanca. E’ area di provenienza di consistenti flussi di immigrati diretti in Italia: la regione, che potrebbe avere buone potenzialità di sviluppo economico, dal punto di vista sia agricolo, sia minerario (piombo, zinco, ferro, manganese e fosfati), così come dal punto di vista turistico, non riesce ancora infatti a sostenere con equilibrio l’impatto dell’esodo rurale e a innescare e sostenere sufficienti prospettive di sviluppo umano ed economico. Khouribga, situata a 120 km a sud-est di Casablanca, nella regione Chaouia Ouardigha, si estende su un altopiano a 800 metri d’altitudine e conta più di 170.000 abitanti. L’area si presenta come una zona semi arida: le risorse idriche, pur presenti, non sono adeguatamente sfruttate e l’agricoltura è, di conseguenza, poco sviluppata. Tuttavia, la presenza delle più ricche miniere di fosfati dell’Africa ha fatto dell’area di Khouribga un centro economico di primaria importanza per decenni, a partire dalla fondazione della città, avvenuta intorno al 1920, proprio a seguito della scoperta nella zona dei ricchi giacimenti di fosfati. L’area di Khouribga, segnata oggi dalla crisi dei fosfati e dal ridimensionamento delle miniere, è punto di partenza di cospicui flussi migratori in uscita, in parte consistente diretti in Italia, in particolare a Torino.

Obiettivi del progetto in Marocco:

Obiettivo generale del progetto è promuovere lo sviluppo locale attraverso il rafforzamento del ruolo della società civile nell’ambito della partecipazione democratica, in particolare per quanto concerne l’azione di lobbying e di advocacy nei confronti delle Istituzioni Pubbliche, e favorire il radicamento di tali pratiche sul territorio.

Obiettivo 1: Costruire una mappa conoscitiva dell’attuale situazione dell’associazionismo locale a Khouribga e a Rabat e della relazione del sistema Piemonte con tali aree, delle sinergie presenti in loco tra società civile e autorità, delle buone pratiche e delle esperienze di partenariato realizzate.

Obiettivo 2 : Coinvolgere e mettere in rete gli attori marocchini e italiani relazionabili con il progetto.

Obiettivo 3: Promuovere il rafforzamento della capacità progettuale, amministrativa, organizzativa e gestionale del mondo associativo e delle autorità locali nelle due aree considerate, con particolare riguardo per il tema della complementarietà tra azione pubblica e contributo della società civile.

Obiettivo 4: Favorire una migrazione consapevole, informata, circolare, qualificante.

Per il raggiungimento degli obiettivi sopra descritti, si programmano le seguenti azioni, talora articolate in attività:

AZIONE 1

La prima azione del progetto prevede l’elaborazione di una mappa conoscitiva del mondo associativo nelle due aree target, nonché delle sinergie esistenti tra associazionismo e autorità locali. Si guarderà anche alle esperienze di partenariato realizzate tra Marocco e Piemonte. L’azione sarà effettuata in Marocco attraverso la conduzione di una ricerca azione (a Rabat e a Khouribga) e in Italia sarà affidata a ricercatori che condurranno l’indagine con un approccio spiccatamente relazionale, al fine di porre solide basi per le azione successive, nonché per eventuali ulteriori sviluppi progettuali.

Nel dettaglio, l’azione si articolerà in tre momenti:

Attività 1.1. Ricerca/azione e messa a sistema delle esperienze marocchine realizzate a Khouribga in un’ottica di cooperazione sociale ed economica

Attività 1.2. Ricerca/azione e messa a sistema delle esperienze marocchine realizzate a Rabat in un’ottica di cooperazione sociale ed economica

Attività 1.3. Ricerca/azione e messa a sistema delle esperienze piemontesi realizzate in Marocco in un’ottica di cooperazione sociale ed economica

AZIONE 2

La seconda azione del progetto, valendosi della mappa conoscitiva elaborata e attraverso uno stretto coordinamento COP/Regione Piemonte, si propone di ottenere un posizionamento riconosciuto dell’intervento nei confronti degli interlocutori (istituzioni e privato sociale) in Marocco, creando una rinnovata sinergia e reti di partenariato strutturate nelle due aree target e in Piemonte.

Si realizza attraverso quattro attività:

Attività 2.1. Realizzazione di una missione preparatoria in loco, propedeutica alla successiva missione congiunta (un rappresentante delle ong proponenti)

Attività 2.2. Realizzazione di una missione congiunta COP/Regione Piemonte (un rappresentante COP, un rappresentante per ciascuna delle sei ong proponenti, un rappresentante della Regione Piemonte)

Attività 2.3. Realizzazione di due workshop (uno a Khouribga e uno a Rabat), che raccolgano in un momento di confronto e scambio con la controparte italiana, nell’occasione della missione congiunta, i rappresentanti delle reti locali attivate.

Attività 2.4. Realizzazione di un workshop in Piemonte, che raccolga gli attori piemontesi individuati con l’attività 1.3 al fine di un confronto che verifichi le diverse linee d’azione e le sinergie attivabili.

AZIONE 3

Realizzazione di due percorsi formativi rivolti all’associazionismo locale

AZIONE 4

L’azione prevede la realizzazione di un complesso di interventi formativi, di orientamento e di sensibilizzazione, in Marocco ed in Piemonte, finalizzati a favorire scelte migratorie consapevoli e a sostenere una migrazione circolare e qualificante.

Due le linee di attività:

Attività 4.1. Realizzazione di mediateche, punti “Informa Giovani”

Attività 4.2. Realizzazione di sportelli territoriali e opuscoli informativi

I partner in Marocco:

  • APPSDS – Associazione per la Promozione della Scolarizzazione in Provincia di Khouribga
  • CICSN – Centro Internazionale di Cooperazione Sud Nord
  • AREF – Académie Régionale Education et Formation de la Ragion de Tadla Azilal, sede Bd, Abdel Krim EL Khattabi, Beni Mellal, entità pubblica che si dedica al settore educativo ed alla formazione professionale nella regione di Tadla Azilai
  • CRI Tadla Azilal – Centro regionale Investimenti della Regione di Tadla Azilal e Chaouia Ouardigha
  • Università Cady Ayyad – Facoltà di Scienze Tecniche di beni Mellal
  • Association de Bienfaisance Sidi Bernoussi e Entraide Nazionale (per il complesso Sidi Bernoussi di Casablanca)
  • Ligue Marocaine pour la Protection de l’Enfance-Comité Central (per il centro Home Lalla Amina di Benslimane)
  • Fondation Rita Zniber (per le Nid e l’Annexe de Meknes)
  • Association de Bienfaisance de Fez e Entraide Nationale (per la Maison d’Enfants de Fez)
  • Ligue Marocaine pour la Protection de l’Enfance-Comité Central (per il Centro Lalla Meriem)
  • OSRATY, associazione di famiglie adottive
  • CARAVANE SANS FRONTIERES – Associazione di giovani volontari, professionisti, che lotta contro la marginalizzazione dei bambini abbandonati
  • Delegation de l’Artisanat di Khouribga
  • Chambre d’Artisanat de la Région de Chauia Ourdugha ” ANOLF Marocco (Casablanca)
  • ANAPEC – Agenzia Nazionale di Promozione dell’Impiego e delle competenze del Marocco

I partner in Piemonte:

  • Agenzia di Sviluppo Locale – San Salvario
  • The Gate
  • Confcooperative – Torino
  • Confartigianato Imprese – Torino
  • Comune di Fossano
  • Comune di Cuneo
  • Provincia di Cuneo
  • Cooperativa L’Arca (CN)
  • Cooperativa Orso (CN)
  • ONG OVCI
  • ONLUS AiBiTrophy


 

 

 

 

 

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