Protezione dell’ambiente

Il Consorzio delle Ong Piemontesi agisce per la cooperazione internazionale in campo ambientale su tre assi di intervento:

  • Accompagnando tecnicamente i Parchi Regionali piemontesi impegnati in progetti di cooperazione decentrata con loro omologhi dell’Africa Occidentale, nell’ambito del “Programma per la Sicurezza Alimentare e la Lotta alla Povertà in Africa Occidentale. Vedere i relativi siti internet:

www.regione.piemonte.it/parchi/internaz/africa.htm

agora.regione.piemonte.it

  • Collaborando con il Gruppo di Lavoro sulla Cooperazione Internazionale di FEDERPARCHI – Federazione italiana dei parchi e delle Riserve naturali che si è riunito per la prima volta in occasione del 5° Congresso Nazionale di Federparchi, il 2 giugno 2006 a Catania. Il 2 e 3 aprile 2007, Federparchi ha organizzato le Giornate per la Cooperazione Internazionale dei Parchi Italiani, in collaborazione con il Parco Lombardo della Valle del Ticino e la Regione Lombardia. L’iniziativa ha visto la presenza di circa settanta rappresentanti di aree protette nazionali e regionali, Regioni ed Enti locali, Commissione Europea, il Consorzio delle Ong Piemontesi, associazioni ambientaliste ed università. Vedere i relativi siti internet:

www.parks.it/federparchi/int.coop e www.parks.it/federparchi/int.coop/gruppo.lavoro.html

 

Infine il Consorzio Ong Piemontesi collabora con il CeSPI – Centro Studi di Politica Internazionale, nel quadro del programma del WWF sulla valorizzazione della Keystone Initiative Amazzonia1, sostenuta dal Ministero dell’Ambiente, per l’avvio di una campagna di sensibilizzazione e capacity building in Italia sul tema della sostenibilità ambientale nelle attività di cooperazione decentrata, coinvolgendo le Regioni e Province Autonome, gli enti locali, gli enti strumentali, le università e le ONG, imprese private e banche. Per sapere di più: www.cespi.it/coopambiente.html oppure scarica la presentazione della:

Campagna per una Cooperazione Decentrata allo Sviluppo Sostenibile del WWF

Concept paper Cooperazione decentrata e governance dello sviluppo sostenibile Principi, strumenti e metodologie

 

 

 

Approfondimento:

Il Consorzio delle Ong Piemontesi e la RETE DEI PARCHI PIEMONTESI E SAHELIANI

Nel lontano 1997 uno dei parchi regionali piemontesi (il Parco Alta Valle Pesio) il cui direttore aveva vissuto in passato un’esperienza di volontariato internazionale con una delle storiche Organizzazioni Non Governative piemontesi, la LVIA, contattò proprio quest’ultima con una singolare richiesta: il parco era entrato casualmente in contatto con un parco africano e chiedeva un supporto alla LVIA per capire se e come fosse possibile dare una mano in qualche modo ai colleghi africani appena incontrati. Per di più, proprio negli stessi mesi la Regione Piemonte stava avviando un programma di cooperazione internazionale nel Sahel, ovvero quell’area semidesertica dell’Africa Occidentale in cui quel parco africano si trovava. E non per caso i responsabili del Parco Alta Valle Pesio si rivolsero alla LVIA, che era stata scelta proprio dalla Regione Piemonte dapprima per realizzare un Piano di Fattibilità in Burkina Faso, Mali, Niger e Senegal, poi per collaborare alla definizione delle linee guida del “Programma per la Sicurezza Alimentare nel Sahel” (da qui in avanti lo chiameremo semplicemente “Programma Sahel”) e quindi per accompagnare tecnicamente e logisticamente quegli enti locali interessati a coinvolgersi nel Programma seguendo la logica prescelta dalla Regione Piemonte: la cooperazione decentrata.

Fu così che nel 1998 il Parco Alta Valle Pesio presentò il suo primo piccolo progetto di partenariato con il Ranch du Gibier de Nazinga, un’area protetta del Burkina Faso.

Da allora, anno dopo anno, sempre più parchi regionali piemontesi si sono coinvolti nel quadro del Programma Sahel, quasi sempre con il supporto e la collaborazione della LVIA fino al 2004, e poi del Consorzio delle Ong Piemontesi, di cui la LVIA fa parte insieme ad altre 18 Organizzazioni Non Governative.

Nel 2004, infatti, il COP subentrò alla LVIA nell’offrire alla Regione Piemonte il servizio di accompagnamento alle autonomie locali impegnate in quello che cambiava quell’anno leggermente il suo nome in “Programma per la Sicurezza Alimentare e la Lotta alla Povertà nel Sahel e in Africa Occidentale” per via di un’estensione delle aree di intervento (oltre che dell’obiettivo generale) da 4 a 8 Paesi (vennero aggiunti Benin, Costa d’Avorio, Capo Verde e Mauritania) contestualmente al raddoppio dei fondi (da 1 a 2 milioni di Euro annuali).

Dopo dieci anni, in estrema sintesi, troviamo ben 8 Parchi Regionali piemontesi impegnati istituzionalmente e operativamente con 10 partner a loro omologhi dell’Africa Occidentale (Burkina, Senegal, Mauritania, Benin, Niger) e altri 4 impegnati in altre aree del mondo (Tanzania, Cuba, Ecuador, Nicaragua, Nepal, Bali).

I primi hanno sin dall’inizio lavorato con l’obiettivo di creare una vera e propria Rete nel quadro del sopracitato Programma regionale e collaborando per questo insieme alle Ong del COP e al Settore Affari Internazionali e Comunitari della Regione Piemonte (titolare dell’iniziativa); i secondi, invece, hanno cominciato a collaborare per motivi diversi con i loro partner a livello individuale e sotto la semplice coordinazione tecnica del Settore Aree Protette, senza che ci fosse un programma o una politica regionale di cooperazione a livello superiore, al di là naturalmente della Legge Regionale n.67 del 17 agosto 1995 intitolata “Interventi regionali per la promozione di una cultura ed educazione di pace per la cooperazione e la solidarietà internazionale”, cioè la Legge che permette alla Regione di sostenere progetti di cooperazione a livello internazionale, in generale.

Scarica un dossier del COP sulla Rete dei Parchi Piemontesi e Saheliani


Scarica una presentazione Power Point dei progetti di cooperazione dei Parchi Regionali piemontesi


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