Solo con la parità di genere e l’empowerment delle donne ci sarà uno sviluppo sostenibile

di Marta Berbel Alberola

Io non voglio che le donne abbiano potere sugli uomini, ma su loro stesse“, puntava già nel XVIII secolo la filosofa e scrittrice inglese Mary Wollstonecraft. Ad oggi, questo è ancora il desiderio per cui, anno dopo anno, dobbiamo lottare: per i diritti delle donne e la parità di genere.

L’Agenda 2030 non lascia spazio a dubbi: lo sviluppo è sostenibile solo se i benefici ricadono in modo uguale su uomini e donne e raggiungere la parità di genere e l’empowerment delle donne è parte integrante di ciascuno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L’ex segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, afferma che “l’uguaglianza delle donne deve essere una componente centrale in qualsiasi tentativo di risolvere i problemi sociali, economici e politici”, ed è così che, lavorando sui 17 OSS e 169 target, si procede verso giustizia e inclusione, crescita economica giusta e condizioni ambientali sostenibili per noi e le future generazioni.

parità di genere OSS

Obbietivo di Sviluppo Sostenibile 5. Agenda 2030

 

Le azioni delle Ong sono in linea con questo e lavorano, in Italia e all’estero, con l’obiettivo di porre fine a tutte le forme di discriminazione e violenza contro le donne e promuovere il loro empowerment, in linea con l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 5.

 

 

CISV sta portando avanti il progetto Donne per i diritti umani, in Guatemala. Il paese, segnato da un conflitto armato interno durato 36 anni, vive una situazione drammatica di violenza contro le donne, che subiscono una triplice discriminazione: di genere, per il fatto di essere donne, etnica, per il fatto di essere indigene, sociale, per il fatto di essere povere. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere una vita libera dalla violenza e la piena riabilitazione delle donne nel Comune di Nebaj, supportando la transizione da vittima a soggetto di cambiamento sociale.

donne che ridono tetto defensoria

Donne del progetto “Donne per i diritti umani” di Guatemala

Il Comitato Collaborazione Medica (CCM) lavora con le donne migranti sul territorio piemontese, anche nell’ambito del progetto Discorsi Migranti. L’associazione concentra la sua azione sulla salute materno-infantile, il cui miglioramento dà benefici che ricadono sulla famiglia, sulla comunità e, in generale, sull’intera società. Con lo scopo di contribuire a migliorare l’integrazione e l’accesso al sistema socio-sanitario locale, il CCM organizza momenti educativi e informativi rivolti direttamente alle donne straniere e, allo stesso tempo, forma il personale sanitario sulle competenze necessarie per il lavoro con questa fascia di popolazione.

 

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