Martedì 3 febbraio, si è tenuto il seminario di avvio per i progetti finanziati dal secondo bando di Connect for Global Change. Gli undici enti capofila, accompagnati da alcuni degli enti co-proponenti, hanno partecipato a diverse sessioni di orientamento tecnico e metodologico, seguite da altre sessioni di tipo formativo e ispirazionale.
Indirizzi tecnici: gestione, comunicazione e impatto
La prima parte del seminario è stata dedicata al trasferimento delle informazioni necessarie per una corretta gestione progettuale:
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- Amministrazione e rendicontazione: Emanuela Meduri (Responsabile amministrazione del COP) ha esposto i protocolli per la trasparenza finanziaria e la rendicontazione delle spese progettuali;
- Linee guida della comunicazione: Pasquale Pellegrino (Responsabile comunicazione del COP) ha definito i criteri per la narrazione delle attività e dei requisiti di visibilità richiesti dai donors;
- Monitoraggio dei progetti: Giulia Randazzo (Responsabile progetti del COP) ha illustrato le metodologie per la misurazione dei risultati.
Sessione Pitch: gli 11 progetti finanziati
A seguire una sessione di pitch di due minuti a progetto ha visto i referenti degli enti capofila presentare brevemente gli obiettivi strategici, i target e le sfide delle rispettive iniziative:
Cambiattori Climatici (Ashar Gan Ets), pOSS0! (Educadora ETS), Radici locali, orizzonti globali (Coop. Soc. Educazione Progetto), Ctrl + Z (ENGIM ETS), Terre in fuga (Gruppo Abele Ets), PIOS for Global Change! (LVIA ETS), W.A.V.E. (Madiba SCS), Equalizer (Mais ONG), Cerchi di comunità (San Donato SCS), Fuori Rotta (Spostiamo Mari e Monti), rEsistenze in scena (Vol.TO ETS).
Capacity Building: la scienza per il coinvolgimento civico
Un momento centrale è stato il modulo formativo condotto da Federico Bastia (Punto Sud) sulla ricerca “Fostering Science-Informed Climate Initiatives for Disengaged Audiences”. L’analisi si è focalizza sul coinvolgimento dei cittadini “disimpegnati” analizzando come coinvolgere segmenti di popolazione non attivi o non interessati alle sfide ambientali.
I punti salienti del workshop hanno incluso:
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- Definizione del target “disengaged”: cittadini non necessariamente negazionisti, ma inconsapevoli o distolti da preoccupazioni immediate
- Costruzione della fiducia: la fiducia nel messaggio dipende dalla solidità scientifica dei dati e dalla trasparenza del proponente.
- Comunicazione accessibile: adozione di tecniche di “popular science” per rendere comprensibili concetti complessi senza compromettere l’accuratezza scientifica.
- Azione locale per un impatto globale: connettere le criticità quotidiane, come la qualità dell’aria o il risparmio energetico, a politiche di sostenibilità più ampie.
Al termine della presentazione, i partecipanti hanno lavorato a proposte progettuali concrete per attivare chi è meno sensibile alle sfide globali, trasformando l’evidenza scientifica in azione comunitaria.
Case Study: l’esperienza di economia circolare di ECOS
Il seminario si è concluso con la testimonianza di Eloheh Mason (Les Petites Madeleines), referente del progetto ECOS, finanziato dal primo bando. Insieme a CoAbitare, Ass. Sardi in Torino, Eco dalle Città e Legambiente GreenTo, ECOS promuove modelli di economia circolare di comunità nella Circoscrizione 4 di Torino. L’iniziativa integra laboratori di riparazione e l’uso dell’app Commons Hood su tecnologia blockchain, dimostrando come la costanza degli interventi di prossimità sia la chiave per attivare la cittadinanza su temi globali.
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